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Banca dati vittime delle mafie |
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Gaetano Costa |
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Nato il: 1916 A: Caltanissetta
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Era il 1980, e il capitano dei carabinieri della compagnia di Monreale, Emanuele Basile, riuscì a chiudere il cerchio attorno ai clan che già erano finiti nel mirino di Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo, nelle indagini sulla pista dei corleonesi che, comunque, erano solo agli inizi. Ma, proprio a causa delle sue scoperte, Basile trovò presto la morte la sera del 4 maggio 1980, a Monreale. Grazie ad intercettazioni telefoniche e prove fotografiche i due erano riusciti a trovare i pezzi di un unico mosaico e, così, a poche ore dall'uccisione del loro ufficiale, i carabinieri furono in grado di arrestare una trentina di persone presentando in procura il rapporto di denuncia. E, nonostante gli avvocati palermitani avessero sottovalutato il lavoro delle forze dell'ordine, Costa studiò quel rapporto che presentava i nomi dei personaggi chiave della mafia siculo-americana, nonché tutta una serie di intrecci di parentele e rapporti societari dai quali sarebbero senz'altro scaturiti ulteriori sviluppi. Il 9 maggio riunì nel proprio ufficio tutti i suoi sostituti avvertendoli che quella catena di sangue non poteva essere ignorata da chi si occupava di inchieste antimafia. Il suo accorato appello ad andare avanti su quella pista non servì a smuovere i sostituti. Finì col firmare da solo gli ordini di cattura, assumendo su di lui la responsabilità di ogni possibile conseguenza di quell'azione e sconcertando gli avvocati, che videro trattenere in carcere i propri assistiti. Era solo quando, la sera del 6 agosto 1980, in via Cavour, morì dissanguato, sfigurato dai proiettili di un killer che lo aveva seguito da casa fin davanti ad un'edicola. Il giorno dopo gli avrebbero dato una scorta... |
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Bibliografia di riferimento:
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Links: in aggiornamento |